Gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici

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Neer fu il primo a descrivere l'osteoartrosi gleno-omerale primaria. Rockwood definisce l'artrosi gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici come un'artropatia in cui le superfici articolari vengono danneggiate ad opera di numerosi fattori degenerativi, metabolici, infettivi, infiammatori o congeniti.

L'articolazione gleno-omerale necessita per il normale funzionamento di quattro requisiti essenziali: Motilità Stabilità Forza Scivolamento. La capsula articolare è normalmente lassa per gran parte del movimento articolare, man mano che ci avviciniamo al limite della sua escursione la capsula e i legamenti entrano improvvisamente in tensione, stabilizzando la testa dell'omero sulla superficie glenoidea. La motilità gleno-omerale nella osteoartrosi è compromessa: La capsula articolare gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici i legamenti subiscono una retrazione Gli osteofiti ostacolano meccanicamente il normale scivolamento dell'articolazione.

Il sovvertimento di tali valori è inevitabile nella spalla artropatica, infatti la congruenza articolare diminuisce: per la presenza degli osteofiti e la ridotta estensione della superficie articolare omerale che sono responsabili della minore area di contatto alla interfaccia articolare per l'alterata concavità glenoidea, che si modifica per il processo infiammatorio e per l'usura più frequentemente posteriore a differenza della artrite reumatoide dove l'erosione è tipicamente centrale.

La forza nella spalla artropatica è compromessa dalla degenerazione dei tessuti molli e dal non uso. La riduzione dell'interlinea articolare provoca una variazione dell'ideale rapporto tra lunghezza e tensione dei muscoli della cuffia dei rotatori e del deltoide.

L'accorciamento delle fibre muscolari determina il deficit di forza. Lo scivolamento dell'articolazione glenoomerale dipende dalla integrità delle superfici articolari e della cartilagine che le riveste, le quali, lubrificate dal liquido articolare, offrono minore resistenza al movimento. La compromissione di questi fattori nella spalla artropatica facilita l'attrito delle superfici articolari.

Il protocollo radiografico dell'artropatia gleno-omerale prevede la richiesta di: la radiologia tradizionale la tomografia assiale computerizzata TAC la risonanza magnetica nucleare RMN. Le proiezioni radiografiche standard comprendono: la proiezione antero-posteriore AP sul piano della scapola eseguita con la spalla in extrarotazione, in rotazione neutra ed in intrarotazione fornisce informazioni relative alla interlinea articolare, osteofitosi e alla presenza di corpi mobili articolari la proiezione ascellare AS fornisce informazioni relative alla interlinea articolare e alla sua ampiezza, alla presenza di osteofiti, alle erosioni e deformazioni omerali e glenoidee, alle posizioni relative della testa omerale e della glenoide.

Walch ha descritto come misurare la sublussazione della testa omerale con una tecnica ideata da Papillon esaminando i radiogrammi eseguiti in proiezione AS in fluoroscopia. Si disegna dal centro della glena una linea perpendicolare y alla linea parallela alla superficie glenoidea xquindi una linea parallela a quest'ultima che passa per il terzo medio della testa omerale e che ne rappresenta il suo diametro maggiore linea b.

L'intersezione di b con y delimita la sezione posteriore della testa il cui diametro maggiore è indicato dalla linea a. Samilson e Prieto hanno descritto una classificazione del grado di artrosi dell'articolazione gleno-omerale che prevede 4 tipi di gravità e osteofitosi: grado 0 si riferisce alla spalla normale grado 1 si riferisce a un tipo lieve di artrosi con osteofitosi minore di 3 mm grado 2 si riferisce ad un tipo gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici di artrosi con osteofitosi da mm della testa omerale e della rima glenoidea grado 3 si riferisce ad un tipo severo o gra ve di artrosi con osteofitosi di 7 mm con o senza congruenza articolare La tomografia assiale computerizzata consente di apprezzare meglio le deformità ossee e i rapporti articolari sia sul tradizionale piano trasversale che nelle ricostruzioni gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici.

La ricostruzione tridimensionale è di scarso aiuto e in molti casi superflua. La tradizionale scansione sul piano trasversale permette di misurare l'angolo di retroversione glenoidea in base all'intersezione della perpendicolare all'asse longitudinale della glena con la tangente al suo margine anteriore e posteriore. Walch e collaboratori, gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici sullo studio di TAC sul piano trasversale e utilizzando le scansioni immediatamente sottostanti a quelle che evidenziano la coracoide hanno descritto tre tipi di morfologia glenoidea: Tipo A caratterizzato da un uguale bilanciamento di forze che agiscono sulla glena con la testa omerale centrata e suddiviso in un tipo A1 con minore usura ed un tipo A2 se l'usura è maggiore con glena concava.

Tipo B caratterizzato da un asimmetrico gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici delle forze che agiscono sulla glena: tipo Gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici che presenta sclerosi subcondrale, riduzione dell'interlinea articolare e formazioni geodiche con preminenza posteriore. Tipo B2 con usura posteriore che determina l'immagine di una doppia concavità. Raramente, in associazione a gravi alterazioni della testa omerale, è possibile evidenziare ulteriori deformità della glena che noi definiamo di Tipo D glena convessa.

Chirurgico, che viene preso in considerazione in casi refrattari al trattamento conservativo e prevede la sostituzione protesica parziale o totale dell'articolazione gleno-omerale in elezione, cioè la sostituzione della testa omerale ed eventualmente della superficie glenoidea.

La protesi parziale di spalla è indicata nelle artrosi con cuffia insufficiente o con glena conservata, mentre la protesi totale di spalla è indicata in caso di omartrosi con testa omerale e glena usurate. Le protesi di spalla più utilizzate sono le protesi di spalla "non-constrained" di terza generazione, che si basano gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici due principi fondamentali indispensabili per ottenere un buon risultato clinico.

La possibilità di riprodurre perfettamente l'anatomia della spalla grazie alla modularità e all'adattabilità delle componenti L'uso di uno strumentario gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici e riproducibile da un chirurgo a un altro, La protesi presenta una varietà di misure di stelo e testa da scegliere in base all'anatomia del singolo paziente, in modo da non dovere adattare l'omero all'impianto.

Le risposte che il chirurgo ortopedico deve avere dal radiologo quando si accinge ad impiantare una protesi di spalla per una artrosi concentrica primaria sono: La gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici della retroversione glenoidea L'usura glenoidea posteriore Il grado di sublussazione della testa omerale Tali valutazioni sono possibili se eseguite con le tecniche proposte, che pur essendo di facile esecuzione, sono scarsamente riproducibili come descritto da Gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici.

La povera riproducibilità è spiegata dalla deformazione artrosica che modifica i normali reperi anatomici omerali e scapolari, ma se tali metodiche fossero costantemente applicate si ridurrebbe in maniera significativa il fallimento di un intervento di artroprotesi di spalla, avvicinandone il risultato alle più popolari gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici utilizzate protesi di gleno-omerale artrosi articolare segni radiografici e ginocchio.